sabato 27 marzo 2010

In Thoughts of you

E' arrivato, il sabato solitario del mese.

Il mese scorso era per un esame.

Oggi invece sono a casa con la faccia gonfia e un Oki in mano. Santissimi antiinfiammatori.

Mi avvicino allo specchio e analizzo attentamente il segno giallo sotto l'occhio.

"Ma che diamine, non mi si doveva gonfiare solo il labbro?!"

Quest'aria malaticcia non mi dona affatto.

Stanotte avanti di un'ora.

"In thoughts of you"

Vettriano

]

giovedì 25 febbraio 2010

Ricordi.

Il viaggio è stato abbastanza silenzioso. Siamo arrivati in 10 minuti, nemmeno.
Nonostante avessi sperato fino all'ultimo in un imprevisto, niente da fare...beh, in realtà un imprevisto c'è stato alla fine.Appena ho poggiato la gamba a terra, gocce di pioggia gelate mi hanno fatto rabbrividire. Piccole come spilli. Di quella pioggia che annuncia beffardamente l'inizio dell'estate.Riluttante ho tirato fuori anche l'altra gamba, poggiando entrambi i piedi a terra.A quel punto, realizzando che ormai c'ero, mi sono stretta forte con le braccia, in piedi, accanto alla citroen bianca, nei miei nuovi sandali color champagne e nel mio vestito sabbia, così largo dal seno alla vita, così aderente sul sedere. Con una mano mi sono rassettata i capelli, sebbene stretti in uno chignon, non reggevano neanche quella ventosa sera di giugno.Ho aspettato che mi raggiungesse. Mi ha preso la mano e io l'ho stretta. Ci siamo avviati insieme verso il cancello, scansando qualche buca d'acqua che già cominciava a formarsi quà e là.
Eccola.
"Gio, sei bellissima".
"No...tu sei bellissima".
Imbarazzo.
"Vieni, mi accompagni in bagno?"
"Certo."
Lo lascio lì. E' così a suo agio in mezzo a quella gente che conosce bene. Gli amici, la sorella, i parenti, è di famiglia lì. Quì.
"Ma tu guarda, sono andata appena una volta a mare e già sto cominciando a spellare su tutte le spalle..."
"Che vuoi che sia...sei bellissima, davvero. Stasera è la tua serata no? Diciotto anni non si fanno due volte."
La guardo mentre si guarda allo specchio, si aggiusta i capelli biondi sulle spalle, il vestito rosso che le fascia il corpo, perfetto.
"E tu, mare?"
"Io quest'anno con gli esami, per ora al mare non penso proprio!Purtroppo per me..guardami, sono bianca!"
Sorride divertita.
"Comunque...grazie per l'invito, non dovevi. E' stato un gesto molto carino da parte tua. Io...io non so se sarei stata in grado. Cioè, è tutto bellissimo, il posto è bellissimo, la festa è perfetta...non ti nascondo che non vorrei l'avessi sentito come un obbligo, mi sento un po' fuori posto."
"Non lo sei, credimi. Ti ho voluta io quì, no? Godiamoci la festa!"
Mi guarda e ci avviamo verso la sala. Come due amiche.
Lo raggiungiamo di nuovo.
"Dove eravate?"
"In bagno a fare chiacchiere!Non sono fatti tuoi" diciamo quasi all'unisono.
Quasi come fossimo due amiche.
Lui sorride, non sembra a disagio. Solo io lo sono, e molto.
Lei si allontana.
E' il momento della torta.Ovviamente è meravigliosa, sembra una di quelle torte che si vedono nei fumetti o nei cartoni animati con le fate. Sembra finta, è perfetta. Diciotto candeline alte e rosa svettano in cima.Accese. Tutti si fanno vicini e intonano la solita Happy Birthday.

Io non canto.Cosa dovrei cantare?
Gli auguri ad una ragazza che nemmeno conosco, se non per sentito dire e per qualche fugace scambio di parole e per un ragazzo in comune?
Già..è la sua ex.
Comunque, non canto.
Ci scattano un paio di foto.Lei lo guarda mentre spegne le candeline.
Sembra proprio stiano insieme.
E' la mia sensazione, che lei l'abbia voluto quì fingendo con se stessa che stiano ancora insieme.
Lo ama ancora, lo so..e lo vuole con lei in questo giorno importante.
Poco importa se ci sono anch'io. Forse un giorno passerò.
E' il momento che conta.
Lei guarda ancora, io mi sento la terra mancare sotto i piedi.
E' atroce.
Mi sento fuori posto, indatta, inadeguata, aliena, sbagliata, stupida.
Scappo fuori, mi accendo una sigaretta.
Le mani mi tremano, ancora una sensazione di vertigine.
Il freddo mi fa venire la pelle d'oca ma in fondo mi aiuta a rendermi conto che so respirare.Insipiro a fondo. Una, due, tre volte. Non voglio rientrare. Non ci riesco.Devo.

Ricordi. Mi tornano in mente, quando li rivedo insieme. Qualche sera fa fuori dalla pizzeria.

Mi sento strana, molto.
Non so descriverlo, davvero, no.
Ma sentivo che sarebbe andata così (l'ho già scritto no?).
Quello che fa male è pensare che sono stata io a rovinarli.
Era quella giusta. Di certo un triangolo non funzionerebbe.
Fa troppo male. Io l'ho sopportato.
Cosa mi era saltato in mente?
Siamo così diverse noi...mi dispiace per tutto quello che è successo.
Ancora una volta lei è più forte di me.
Pensare che io non ho il coraggio connettermi ad msn e rischiare di incrociarli.
E lei...e lei mi ha addirittura invitata alla sua festa?
Beh non c'è che dire...sei decisamente meglio.
A pensarci bene, non ci vuole molto.
Mi sono riscoperta abbastanza deludente di recente.
Con l'università, con le amiche, con il mio ragazzo.
Un po' in tutto.
Quindi, che dire, se le cose vanno come devono andare...i fatti sono chiari
.Se siamo noi a farle andare come vogliamo, allora me la sono voluta.
E' solo che la sensazione è strana. Non so spiegarla.
Forse devo smetterla di cercare un modo e dimenticarmi che la sto provando,
e dimenticarmi delle lacrime che mi fa salire quando ci penso...ancora.
Mi sa che è proprio tardi.

martedì 5 gennaio 2010

Quando chiudo gli occhi e pronuncio il tuo nome

Questa è per te, che sei piccola e hai solo 19 anni. E porti gli occhiali, e hai la patente da appena un anno. Questa è per te.

Ti è mai capitato di sentirti fuori luogo? Di sentirti inadatta? E cosa hai provato, allora? Niente di piacevole, immagino. Ti è mai capitato che qualcuno ti facesse sentire così? Se la risposta è "si" permettimi di dirti due parole.
Tu sei come sei, fatta in un certo modo. Hai intesa con alcune persone e con altre no, impossibile avercela con tutte quelle che conosci. Hai un tuo modo di pensare, hai i tuoi interessi, hai delle esperienze (anche se poche, ricorda...sei piccola tu) che ti hanno resa ciò che sei. Non permettere a nessuno di farti vacillare. E' sacrosanto avere l'umiltà di cambiare le proprie posizioni, ma non permettere a nessuno di indebolirti. Specialmente se questo qualcuno preferisce gli attacchi alle spalle. Tu non sei fatta per i sotterfugi, sei fatta per il combattimento corpo a corpo. E se a questo punto stai pensando a gladiatori,armature e polvere...sei fuori strada. Mantieni sempre il contegno, non scomporti. Mostrati glaciale, ironica, cinica….sardonica ma al punto giusto. Fai quello che sai fare meglio: essere al di sopra delle situazioni e guardarle dall'esterno. Non farti sempre coinvolgere emotivamente. Scegli con cura le persone alle quali mostrare che sotto il ghiaccio c'è dell'altro. E quando le hai scelte, comunque non permettere loro di scoprirti fino in fondo, non subito almeno. Mantieni la calma, smettila di farti venire la voce stridula quando ti innervosisci, mi dai fastidio. Smettila di fare la stupida. Smettila di fare la ragazzina. Sii elegante: ogni cosa che fai falla con stile. Scegli con cura cosa indossare; quello che indossi può rivelare molto di te. Evita scollature troppo profonde, gonne troppo corte, tacchi troppo alti. Non serve conciarti cosi per importi agli occhi degli altri. Non serve a tributarti qualche complimento in più. Non serve a farti sentire più donna. E se su quest’ ultimo punto mi sbaglio allora fatti qualche domanda, piccola diciannovenne. Se davvero vuoi far colpo, scopri i punti giusti. Anche in questo è bene mostrare un certo criterio. Come in ogni cosa. Sii metodica e attenta quando agisci. Non farlo in maniera approssimativa, piuttosto non agire affatto. Cerca di raggiungere un equilibrio con te stessa e, quando lo trovi, trattienilo. Non eccedere. Non fumare troppo, finiresti con il puzzare di nicotina e con l'ingiallirti le unghie, non bere troppo, finiresti con il puzzare di alcohol e con il renderti ridicola, non essere volgare nel parlare. Pesa bene ogni singola parola, renditi conto della loro importanza. Impara ad esprimerti nel modo giusto e con la giusta enfasi. Non metterti troppo profumo, cancella il tuo odore e annulla una piccola parte di te. Ogni parte di te è importante e va salvaguardata. Devi imparare ad amarla, apprezzarla e curarla. Imparare anche a difenderla. Evita le scenate e non cercare più attenzione del dovuto. Rischi di finire con l'essere guardata e giudicata da tutti anche nei momenti in cui cerchi un po' di pace. Impara l'ironia, questo l'ho già detto, e l’autoironia. È tanto fondamentale. Impara a riconoscere i tuoi errori, a chiedere scusa, a riderne anche, perché no. Non prenderti troppo sul serio, e ricordati sempre che è lecito sbagliare. L'importante è capire perché è successo, e poi rimediare affinché non succeda più. Non piangere sul latte versato, quando si chiude una porta di apre un portone. Sii sempre discreta e mai invadente, pensa a te stessa, chè nessuno lo farà per te. Circondati di persone fidate e ricordati che sono sempre poche. Preparati alle delusioni, preparati ai tradimenti, ma non smettere mai di concedere fiducia a chi ti dimostra di meritarla. Guarda sempre la trave nel tuo occhio prima della pagliuzza in quello altrui. Sii umile. Non parlare di persone che non conosci, non criticarle prima di averle conosciute. Fidati delle tue impressioni, ma non esserne mai sicura al 100%. Errare umanum est. Cerca sempre un modo per risolvere i problemi, “muore lentamente chi si lamenta della pioggia incessante”. Ricordati che spesso la strada migliore è anche la più impervia. Sappi imporre e sappi importi. Sii sempre sincera e onesta. Se vedi qualcosa che non ti piace, dillo. Non aspettarti che gli altri ti capiscano o che interpretino i tuoi gesti ma mettili in condizione di farlo. Pensa prima di agire, prima di parlare. Pensa, sempre ma non troppo. Mi raccomando, piccola, ho detto non troppo. Coltiva sempre le tue passioni, ti rendono una persona migliore. Leggi, ascolta musica e guarda film. Impara ad amare l'arte, anche se non la studi. Cerca di trarre il meglio da ciò che ti circonda e allontanati da tutto ciò che ti appiattisce, che ti svilisce, che non ti accresce in nessun modo. Ricerca il meglio per te stessa. Non farti mai carico dei problemi altrui, a portare sulle spalle un cadavere quello ti tira giù prima o poi. Aiuta, però, chi lo merita con ogni mezzo lecito (e a volte anche non). Non risparmiarti per gli amici, quelli veri. Concediti al 100% e fallo con passione. Metti passione in ogni cosa che fai, è uno dei modi per farla venire bene. Non permettere a nessuno di abbatterti con un giudizio, sii tu il più severo giudice di te stessa. Ma ogni tanto fatti degli sconti. Sii testarda, ma impara a distinguere quando è arrivato il momento di cedere. Lotta per le cose in cui credi e per le persone che ami. Sii riservata e non teatrale, i panni sporchi si lavano in casa propria e, spesso, cosi facendo eviti molti fastidi inutili. Non tutti possono capire il tuo disagio, metti in conto il poter essere fraintesa. Metti in conto che molti potrebbero non aver voglia di capirti ed ascoltarti. Metti in conto di poter risultare noiosa. Spesso è meglio tacere piuttosto che dire cose inutili solo per riempire il silenzio[I silenzi che mettono a disagio…perché sentiamo le necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci a nostro agio?]. Osserva con attenzione tutto ciò che ti sta attorno. Sonda, analizza ma impara anche ad abbandonarti alle emozioni, “proprio quelle che fanno brillare gli occhi”. Non averne paura. Ti ricordano che sei viva, in ogni momento. Non vergognarti MAI di ciò che provi, anche se ti sembra stupido. Una cosa vissuta con il cuore non è mai stupida [Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce]. Impara a piangere e a trattenere le lacrime. C’è un momento per ogni cosa. Bisogna solo riconoscerlo. Nessuno dice che è facile e non sto nemmeno dicendo che sia NECESSARIAMENTE giusto. È solo quello che penso. Quello che vorrei che tu imparassi a diventare, diciannovenne. Quello che vedo per te, quando guardo avanti. La giovane donna che immagino quando chiudo gli occhi e pronuncio il tuo nome.

sabato 19 dicembre 2009

I am a legal alien


Notte insonne.

Notte...5 ore. Ho l'ansia ancora addosso, mentre i postumi dell'allucinazione vanno via.

Brutto, era da un secolo che non mi capitava.

Il vino di ieri? Non ci posso credere.

La discussione? Voglio sperare di no.


Ieri mi è sembrato tutto cosi strano. Era come se fossi chiusa in una bolla d'aria e dovessi guardare gli altri attorno a me...ieri, per la prima volta, mi sono sentita realmente diversa.

Una ricerca di attenzione esagerata, sciocca, puerile.

Quella non sono io.

E odio quando qualcuno debba pensare di capire tutto di me.

Voi non sapete chi sono, e non vi aiuta avere 10 anni in più.

Non sapete di cosa sono capace. Non capite che sono capace di scegliere da sola che informazioni comunicare con il mio corpo, con la mia bocca.

Questa sono io, voi statene fuori.

"Sei una persona sterile emotivamente"

L'unico che ha detto quello che c'era da dire. Usando le parole più corrette che nemmeno io sarei riuscita a trovare.

Ed è lui che dovrebbe guardarmi dentro?

Io ho dato delle precise risposte per far si che lui mi desse quel giudizio. Non è un pericolo per me, so tenergli testa.

Non l'ho manovrato...ma non ho lasciato che lo facesse con me.

Questa solita solfa mi annoia.

Sono quella che sono e voi non avete capito un cazzo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Parole...parole...parole.


Parlare, parlare, parlare. Ma che ci avranno tanto da parlare tutti. Io non la sopporto più questa parola, non la voglio sentire. E, invece, meno la voglio sentire più la sento.

E mi vogliono "parlare". Ma che c'avrà mai la gente da parlare?

Ogni tanto mi sembra davvero di essere l'unica a ragionare in una certa maniera, forse ce ne sarà una sulla terra che fino ad ora ragiona come me. Dico...è possibile? Eppure non sono strana. O forse lo sono più io di tutti, o forse non lo so...beh insomma rimane di fatto che io non ho tutto questo bisogno di parlare. I miei pensieri sono miei e li tengo per me, non per egoismo, non per ritrosia...al massimo per pigrizia. INEDIA. Io me li tengo per me, e non li rovescio sulle persone che ho accanto o, peggio, su tutti quelli che incontro. Ho quasi paura di tirarli fuori, come se poi mi si dovessero ritorcere contro. Ho paura di affrontarli con qualcuno che non sia me stessa. Evito di sciorinarli al vento perchè PENSO a come potrebbero influire sulle persone che ho attorno. Non è NECESSARIO che si sappia tutto di me. Qualcosina la posso anche trattenere sotto chiave. Scelte...nemmeno troppo difficili.

In ogni caso, rispetto quelli che hanno bisogno di parlare, è solo che mi annoiano quelle persone che hanno un problema esistenziale a settimane alterne. Forse io non ne ho abbastanza...eppure non si direbbe solo a leggere queste quattro righe.

No, sono solo in bestia.

Si, perchè alle volte anche in mezzo alla gente, ti senti sola. E allora non sai che fare.

Perchè io non ho mai problemi di relazione?

Forse sono chiusa. Forse sono la più piena di problemi di tutti e sono quella che ne parla di meno.

Forse mi faccio talmente i cazzi miei che le persone non possono aver da ridire su di me, non sanno chi sia. E in fondo, se cosi fosse mi starebbe bene. Sceglierei io.

Vorrei solo un po' meno di seghe mentali e un po' più di semplicità, di adattamento.

Comincio ad odiare l'egoismo ottuso della gente.

La loro presunzione nel credere di sapere tutto.

La loro infinità banalità nel ripetere sempre le stesse, identiche, maledette ridondanti cose.

La loro pesantezza nel non saper tirarsi fuori da tutto questo.

La loro pigrizia...che è anche un po' la mia. La odio.