giovedì 13 maggio 2010

Azienda a gestione singola


Un'azienda a gestione singola, ecco cos'è la mia vita.
Oggi, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirmelo, dopo che ho passato questi ultimi tre anni a dimostrarlo con i fatti. Senza saperlo ammettere a parole.
La verità è che questi ritmi stressanti, ormai, sono pur sempre i miei. E mi piacciono così.
Io sono un'azienda a gestione singola perchè non sono mai stata capace di pensare alla mia vita come una cosa da condividere.
Penso e ragiono per me. Il problema è che qualcuno rischia irrimediabilmente di sentirsi chiuso fuori.
Qualcuno o, facciamo la maggior parte di quelli che si arrischiano a starmi vicino?
Mi sento come una fotocellula che, quando viene attraversata, attiva il sistema di chiusura delle porte in automatico.
Nessuno può entrare. Nessuno sa farlo. Non so se voglio che qualcuno ci provi.
O se voglio solo vivere per me stessa. E basta. E fare quello che mi va, come e quando mi va. (..e...dio, quanto mi va..)

Step 1: presa di coscienza (teorico)
Step 2: accettazione (teorico)
Step 3: messa in atto (pratica) con inibizione retroattiva a feedback negativo ovvero "i dolori passati e accumulati mi trattengono dall'affrontarli di nuovo".


Step 4: dormiamoci su.

[Jack Vettriano - Night geometry]

mercoledì 12 maggio 2010

Momenti - Cornetto di compleanno


Mi capita di vedere le foto e penso: siamo un bel gruppo, dopotutto.
Sono passati quasi un paio d'anni eppure, la sensazione è sempre la stessa.
E' la stessa di quando arrivi in aula il giorno del tuo compleanno e trovi un cornetto con la candelina. E sorridi perchè non te lo aspettavi per niente.
E in quel momento realizzi che non ti sei circondata di gente a caso, non hai preso quello che capitava. Capisci che voi non c'entrate niente con tutto il resto.

venerdì 30 aprile 2010

I regali

Comunemente, almeno che io ricordi, i regali dovrebbero essere una bella cosa, no?
E allora perchè ogni volta che ce n'è da fare uno è sempre un casino?
Peggio poi, quando non è uno solo ma ne arrivano 2 in contemporanea! Non ho capito perchè, amici cari o meno che siano io mi trovo sempre in mezzo.
Non c'è un regalo che io ricordi per il quale non ho anticipato soldi, fatto giri in centro, rintracciato gente, coordinato cose. Tutto questo mi innervosisce.
Sarà il periodo, sarà che in realtà ci vuole poco a farmi innervosire, sarà che ho la testa lontano da qui, sarà che anticipo dopo anticipo i soldi cominciano a finire!
La gente ha una dote...suprema. La dote di scomparire nei momenti meno adatti (per te) che guardacaso sono sempre i più adatti (per loro). Ma allora mi dico, ne vale la pena?
Credo che dovrei fare una sessione di training autogeno per imparare a non farmi prendere dal "dispiacere per il festeggiato". Il fatto è...che mi immagino lì, al suo posto, senza regalo. A me piacciono i regali (del resto a quale donna non piacciono?)! Quindi penso che io vorrei averne uno al mio compleanno e quindi mi attivo per farlo arrivare puntuale al festeggiato.
Non considero che magari a qualcuno non gliene frega un bel cazzo del regalo, sono pochi, ma ci sono!
Senza trascurare la questione soldi!!
Vorrei una barca di soldi per fare regali a destra e a manca, senza dover centellinare.
Senza fare economia, mai, su niente. Io non sono troppo attaccata ai soldi.
Sono solo realista, checazzo.
Si, si vive di amore, di serenità ma...l'amore vive male sotto un ponte!
E vive male se ogni volta che ti devi andare a mangiare una pizza fuori devi farti i conti per la settimana! E vive male se ti vuoi togliere uno sfizio e devi pensarci cento volte.
Suvvia, come dice Woody Allen "Se i soldi non fanno la felicità figuriamoci la miseria!".
Dico solo che vorrei avere queltantochebasta per non dovermi preoccupare.
Magari anche per fare un viaggio.
Magari anche per attraversare l'America coast-to-coast.
Magari anche per fare un po' di shopping versione "comproquellochevoglioanchesedomaninonmipiaceràpiùmaperunavoltachisenefrega!".

In fondo è uno sfogo, e sono cazzate.
Io sto bene ma, a volte, mi prende così.
Il fatto è che osservo tutti i giorni persone che si confrontano con questo problema.
Gente che è arrivata all'età in cui dovresti avere qualcosa per le mani e invece non ha niente.
Certo bisogna anche dire che è così facile fare progetti...ma la pigrizia è una brutta bestia.
Io un po' sono pigra ma spero di non esserlo fino a questo punto.
No, non credo proprio che vorrò esserlo.
Mai.

mercoledì 21 aprile 2010

L'esperimento

Il fatto è che sono tremendamente nervosa e non c'entra con il caffè.
Mi da tremendamente fastidio tutto questo.
Mi da fastidio esserlo!Ci sono abituata, è vero, lo ammetto.
Ma vorrei rendere le occasioni più rare.
Tutto questo mi rende nervosa, tutto questo non sapere.Ma io so, non è che non so.
E' che, come tutti, quando sei quasi sicuro aspetti solo...LA CONFERMA.
E quando non ti arriva hai un "bel" da fare.
Allora prendi il porta-provette, vai al lavandino e, nel tuo elegante camice bianco,
svuoti tutto.
Cosi prendi atto del fatto che l'esperimento è venuto uno schifo. Mentre te ne fai una ragione, un po' ti sale la paranoia che devi ricominciare tutto d'accapo, a dirla tutta.Ma non hai scelta, di nuovo.Finchè non prepari i campioni e fai le misure corrette.
E stai attenta, la prossima volta, a non distrarti mentre dosi l'ultimo, perchè quello è il momento. Sei così sicura e ben disposta, te lo senti che sei andata bene, che hai fatto tutto con precisione, che ti metti a chiacchierare con la tua amica li accanto.
Sbagliato.
Sarà proprio quell'ultima provetta del cazzo che ti rovinerà tutto. E giù di nuovo nel tubo di scarico. Fino a che sono le 21, hai mal di testa, ti senti le mani molli nei guanti di lattice e odi tutto il mondo. Allora forse non ce l'avrai nemmeno più la voglia di fare due chiacchiere (anche perchè probabilmente sarai sola in quel momento visto che tutti hanno finito prima di te).
Riuscita assicurata!
Prendi le tue cose e sei libera!
Adesso, torna a casa, fatti una doccia ed esci!


-No, sono nervosa e stanca. 'Fanculo, stasera a casa.-

mercoledì 7 aprile 2010

E non mi accorgo che so respirare...

Lei è qua, falsità come, radioattività
Che mentre c'è da osare
Uccide lo spettacolo carnale
E l'anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo

Che io m'accorga che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Forse se, forse se, porta ad esitare
Io vengo dall'errore, uno solo
Del tutto inadatto al volo
E anche se vedo il buio, così chiaramente
Io penso la bugia affascinante

E non mi accorgo che so respirare
Che sei il mio sovversivo
Mio sovversivo amore
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

Lei è qua, lei è qua come, radioattività
Che mentre c'è da osare,
Uccide lo spettacolo carnale
Cinque pianeti, tutti nel tuo segno
Il fallimento è un grembo e io ti attendo

Mentre ti scordi che puoi respirare
Che sono il sovversivo
Tuo sovversivo amore

Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione

- Dentro Marilyn - Afterhours

sabato 27 marzo 2010

In Thoughts of you

E' arrivato, il sabato solitario del mese.

Il mese scorso era per un esame.

Oggi invece sono a casa con la faccia gonfia e un Oki in mano. Santissimi antiinfiammatori.

Mi avvicino allo specchio e analizzo attentamente il segno giallo sotto l'occhio.

"Ma che diamine, non mi si doveva gonfiare solo il labbro?!"

Quest'aria malaticcia non mi dona affatto.

Stanotte avanti di un'ora.

"In thoughts of you"

Vettriano

]

giovedì 25 febbraio 2010

Ricordi.

Il viaggio è stato abbastanza silenzioso. Siamo arrivati in 10 minuti, nemmeno.
Nonostante avessi sperato fino all'ultimo in un imprevisto, niente da fare...beh, in realtà un imprevisto c'è stato alla fine.Appena ho poggiato la gamba a terra, gocce di pioggia gelate mi hanno fatto rabbrividire. Piccole come spilli. Di quella pioggia che annuncia beffardamente l'inizio dell'estate.Riluttante ho tirato fuori anche l'altra gamba, poggiando entrambi i piedi a terra.A quel punto, realizzando che ormai c'ero, mi sono stretta forte con le braccia, in piedi, accanto alla citroen bianca, nei miei nuovi sandali color champagne e nel mio vestito sabbia, così largo dal seno alla vita, così aderente sul sedere. Con una mano mi sono rassettata i capelli, sebbene stretti in uno chignon, non reggevano neanche quella ventosa sera di giugno.Ho aspettato che mi raggiungesse. Mi ha preso la mano e io l'ho stretta. Ci siamo avviati insieme verso il cancello, scansando qualche buca d'acqua che già cominciava a formarsi quà e là.
Eccola.
"Gio, sei bellissima".
"No...tu sei bellissima".
Imbarazzo.
"Vieni, mi accompagni in bagno?"
"Certo."
Lo lascio lì. E' così a suo agio in mezzo a quella gente che conosce bene. Gli amici, la sorella, i parenti, è di famiglia lì. Quì.
"Ma tu guarda, sono andata appena una volta a mare e già sto cominciando a spellare su tutte le spalle..."
"Che vuoi che sia...sei bellissima, davvero. Stasera è la tua serata no? Diciotto anni non si fanno due volte."
La guardo mentre si guarda allo specchio, si aggiusta i capelli biondi sulle spalle, il vestito rosso che le fascia il corpo, perfetto.
"E tu, mare?"
"Io quest'anno con gli esami, per ora al mare non penso proprio!Purtroppo per me..guardami, sono bianca!"
Sorride divertita.
"Comunque...grazie per l'invito, non dovevi. E' stato un gesto molto carino da parte tua. Io...io non so se sarei stata in grado. Cioè, è tutto bellissimo, il posto è bellissimo, la festa è perfetta...non ti nascondo che non vorrei l'avessi sentito come un obbligo, mi sento un po' fuori posto."
"Non lo sei, credimi. Ti ho voluta io quì, no? Godiamoci la festa!"
Mi guarda e ci avviamo verso la sala. Come due amiche.
Lo raggiungiamo di nuovo.
"Dove eravate?"
"In bagno a fare chiacchiere!Non sono fatti tuoi" diciamo quasi all'unisono.
Quasi come fossimo due amiche.
Lui sorride, non sembra a disagio. Solo io lo sono, e molto.
Lei si allontana.
E' il momento della torta.Ovviamente è meravigliosa, sembra una di quelle torte che si vedono nei fumetti o nei cartoni animati con le fate. Sembra finta, è perfetta. Diciotto candeline alte e rosa svettano in cima.Accese. Tutti si fanno vicini e intonano la solita Happy Birthday.

Io non canto.Cosa dovrei cantare?
Gli auguri ad una ragazza che nemmeno conosco, se non per sentito dire e per qualche fugace scambio di parole e per un ragazzo in comune?
Già..è la sua ex.
Comunque, non canto.
Ci scattano un paio di foto.Lei lo guarda mentre spegne le candeline.
Sembra proprio stiano insieme.
E' la mia sensazione, che lei l'abbia voluto quì fingendo con se stessa che stiano ancora insieme.
Lo ama ancora, lo so..e lo vuole con lei in questo giorno importante.
Poco importa se ci sono anch'io. Forse un giorno passerò.
E' il momento che conta.
Lei guarda ancora, io mi sento la terra mancare sotto i piedi.
E' atroce.
Mi sento fuori posto, indatta, inadeguata, aliena, sbagliata, stupida.
Scappo fuori, mi accendo una sigaretta.
Le mani mi tremano, ancora una sensazione di vertigine.
Il freddo mi fa venire la pelle d'oca ma in fondo mi aiuta a rendermi conto che so respirare.Insipiro a fondo. Una, due, tre volte. Non voglio rientrare. Non ci riesco.Devo.

Ricordi. Mi tornano in mente, quando li rivedo insieme. Qualche sera fa fuori dalla pizzeria.

Mi sento strana, molto.
Non so descriverlo, davvero, no.
Ma sentivo che sarebbe andata così (l'ho già scritto no?).
Quello che fa male è pensare che sono stata io a rovinarli.
Era quella giusta. Di certo un triangolo non funzionerebbe.
Fa troppo male. Io l'ho sopportato.
Cosa mi era saltato in mente?
Siamo così diverse noi...mi dispiace per tutto quello che è successo.
Ancora una volta lei è più forte di me.
Pensare che io non ho il coraggio connettermi ad msn e rischiare di incrociarli.
E lei...e lei mi ha addirittura invitata alla sua festa?
Beh non c'è che dire...sei decisamente meglio.
A pensarci bene, non ci vuole molto.
Mi sono riscoperta abbastanza deludente di recente.
Con l'università, con le amiche, con il mio ragazzo.
Un po' in tutto.
Quindi, che dire, se le cose vanno come devono andare...i fatti sono chiari
.Se siamo noi a farle andare come vogliamo, allora me la sono voluta.
E' solo che la sensazione è strana. Non so spiegarla.
Forse devo smetterla di cercare un modo e dimenticarmi che la sto provando,
e dimenticarmi delle lacrime che mi fa salire quando ci penso...ancora.
Mi sa che è proprio tardi.